Chi sono io?

Chi sono io?” reciterebbe una tradizionale domanda in Accademia Navale, quando si è messi alla prova dall’ufficiale di fascia per verificare se si è appreso a memoria il quadro del giorno.

Mi chiamo Alessandro, senz’altro Labbate , con una passione per la storia di famiglia: questo sito web e l’intera start up serve innanzitutto a me stesso per capire chi sono.

La Luna è bugiarda: quando la falce forma unca C è decrescente e viceversa!

Nato a Padova l’11 febbraio 1977, alle 2 del mattino, quando – mi racconta mia madre – campeggiava nel cielo una bella mezzaluna (in fase di gibbosa calante). Sono sempre stato affezionato alla mia data di nascita: nella smorfia (ampiamente richiamata durante le giocate a tombola nei periodi di Natale di qualche decennio addietro) 77 sono le gambe delle donne e 11 la musica; e l’11 febbraio in particolare si festeggia la Madonna di Lourdes: e per me che sono stato per ben 8 anni dai Salesiani (scherzosamente chiamo le suore “le pinguine” come nei Blues Brothers) ogni anno significava saltare scuola per fare festa di carnevale con tanto di proiezione del film sulla vita di Don Bosco (per quanto trito e ritrito lo vedevamo volentieri nel cinema interno alla sede scolastica)!

Come per il calcolo della nobiltà, dico sempre che sono “salentino per 3/4” perché è vero che sono nato a Padova, ma da papà salentino e mamma metà triestina e metà salentina anche lei. In qualche modo sin da piccoli io e i miei fratelli ci siamo sempre sentiti ugentini e vagamente legati a Trieste (ricca di storia, misteri e aneddoti sia per la città sia per i parenti ai quali siamo legati: qui non ne parlo in modo approfondito perché servirebbe dedicare una nuova start up…ma Trieste é Trieste, credetemi!). In particolare abbiamo avuto la straordinaria fortuna di avere entrambi i genitori insegnanti, e questo ha significato trovarsi ad Ugento ogni anno per circa 3 mesi, godendo appieno del periodo forse più bello e stimolante per i giovani. Ugento era il mare e le sue tradizioni legate alla vita di campagna.

Ancora adesso abbiamo una piccola tradizione: come si arriva a Ugento a qualsiasi ora si giunga, la prima cosa è andare a farsi “la calata a mare” e spesso nne spunzamo finca ‘a tardu (cioè restiamo in acqua fino a tardi) quando vediamo il Sole andare a dormire all’orizzonte!

E allo stesso modo c’è il rituale del saluto. L’ultima cosa che vediamo è il mare. Poi si va verso casa, si cena, si dorme e si parte la mattina presto.

L’abbronzatura a un paio d’ore dopo essere arrivato a Ugento con un viaggio non-stop da Pordenone

Non scrivo qua di tante cose che mi sono accadute nella vita. Ma di sicuro posso grosso modo elencare i fatti che mi hanno indirizzato fino a oggi, quando ho dato vita a questa start up, che costituisce un punto di arrivo e di partenza allo stesso tempo.

Dopo 8 anni presso i Salesiani (periodo di cui riconosco solo oggi il notevole valore aggiunto) i miei studi mi hanno visto impegnato prima al liceo classico (che ancora oggi mi fa apprezzare e gustare tanti dettagli della vita paesana salentina) e poi all’università (un incerto biennio ad ingegneria, la laurea in scienze politiche internazionali, alcuni periodi di studio all’estero) e infine, sulle orme dei miei fratelli (ma poi ho scoperto di qualche parente vissuto a inizio secolo e tra le due guerre), l’avventurosa esperienza in Marina come ufficiale del ruolo ausiliare. Alla fine della ferma, dopo quasi 5 anni, mi sono avvicinato alla famiglia e ora vivo e lavoro a Pordenone. 20 anni di esperienze sempre diverse mi avevano inizialmente mandato un po’ in crisi: alla fine ho raccolto il risultato accorgendomi di poter mettere insieme tutte queste esperienze ed eccoci qua con la nostra start up.

Non mi dilungo su tante cose che mi sono capitate dalla fine del liceo ad oggi – dopotutto ciascuno ha la sua Storia – ma mi piace sottolineare che ho cercato a lungo la mia strada e credo finalmente di averla trovata dopo averle provate davvero tutte (chiedete a mia moglie!).

Poi se siete curiosi andate su linkedin… sicuramente vi verrà da sorridere perché sembra che abbia fatto di tutto…ma é proprio così. Noi Labbate ce l’abbiamo nel sangue!

Ah…a proposito… la prima foto di questa pagina web, quella dove sorrido con una forchettata di spaghetti al sugo… quella foto porta con sé 3 segreti, che a voi voglio dire, ma mi raccomando, che restino confinati qui nel web:

  1. il sugo con cui è preparato quel piatto di spaghetti é stato chiamato da mio padre “sugo di 10 minuti” perché se lo preparava al volo di sera al rientro dallo sport o dal lavoro;
  2. in Marina assieme ai miei marinai era procedura standard farsi un pastiasciuttone in notturna quando ero di guardia;
  3. con mio papà ogni sera gli ultimi anni a mezzanotte ci facevamo due spaghetti di nascosto da mia madre, che puntualmente ci scopriva e noi ci ripromettevamo che sarebbe stata l’ultima volta!

Come avrete capito adoro l’ironia.

Da ultimo, chiudo col ricordo più lontano che ho, visto che sono dotato di una buona memoria – forse perchè tante cose non sono freudianamente risolte: tra i miei soprannomi figura quello scherzoso e piacevole di “memoria storica”, per la facilità con cui ricostruisco eventi molto molto lontani nel tempo.

Ricordo gli occhi grandi e neri e intensi di nonno Antonio, la sua camicia col colletto bianco (e forse la giacca marrone), il suo odore, la sua voce che dice “il nipotino mio!” mentre mi avvicinano a lui per un bacetto sulla fronte, mentre era a letto pochi giorni prima di salutarci per sempre.

Quindi avevo circa 11 mesi: una buona memoria!