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Tamburello salentino

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Descrizione

TAM TAM… TAM TAM… BALLATI TUTTI QUANTI!

 

TAM TAM TAM …
TAM TAM TAM …
Sapevate che la struttura portante del tamburello salentino nasce dal riutilizzo dei setacci da cucina?
TAM TAM TAM …
TAM TAM TAM …
Il tamburello salentino: piu’ che suono, vero ritmo di vita, battito del cuore, sfogo del lavoro dei campi…
Il tamburello é poesia e storia tanto della realtà contadina di un tempo quanto di chi li crea con una passione che ho visto davvero rare volte: Rocco Luca di Torrepaduli (LE)… quando si dice “un’artista”!
Io e Rocco facciamo partnership per offrire la possibilità di scoprire lu Salentu te ‘na fiata anche attraverso questa tradizione ricca di mistero: cosa ci sarà mai di tanto affascinante nel sentirsi “tarantati”!?

Quando si pensa alla musica salentina non si può fare a meno di pensare alla famosa pizzica, cantata e ballata con una tale energia da sembrare quasi inverosimile.Come la cucina e i luoghi da sogno che il Salento custodisce al suo interno, anche la sua musica tradizionale ha dentro una magia e un fascino che è legato a qualcosa di ancestrale coi suoi violini, i tamburelli e le fisarmoniche, accompagnati da canti legati all’amore, alla vita in campagna e alla morte.

Simbolo per antonomasia della pizzica (o della taranta) è il tamburello, uno strumento a percussione, tra i più antichi, che proviene da molto lontano ed è appartenuto a quasi tutte le culture popolari della civiltà ebraica, greca, babilonese… vi dice niente il ritmo del Sirtaki? E oltre ad essere uno degli strumenti musicali più antichi e diffusi, il tamburello è anche ricco di simbolismi e significati nascosti, tra i quali primeggia senz’altro l’ardore di un amore fisico e travolgente.

La forma tondeggiante del tamburello richiama il sole, l’universo e al “cerchio” della vita, contrapponendosi quindi al caos e al disordine. Viene realizzato con la pelle di capra, un animale sacrificale in moltissime religioni e i suoi sonagli, che sprigionano un suono forte e coinvolgente, rappresentano i raggi solari che diffondono luce e calore (ma anche il calore umano di quelle persone che sprizzano vita ed energia da tutti i pori).

Dal medioevo fino alla metà del secolo scorso l’uso del tamburello era anche quello di curare il tarantismo, diffondendosi come strumento prettamente femminile come testimoniano numerosi dipinti di epoca medievale.

Oggi potete trovare un tamburello-souvenir un po’ ovunque in Salento, ma se cercate uno strumento artigianale come quelli che hanno fatto la storia avete due possibilità: recarvi fisicamente nel laboratorio di Rocco Luca di Torrepaduli (LE) oppure ordinarne uno di quelli che mastro Rocco Luca crea “ad uno ad uno” presso lo shop on line del Salento a tavola di @lessandro Labbate.

Il tamburello salentino, è realizzato artigianalmente in diverse misure e materiali (legno di faggio e ulivo) da Rocco Luca di Torrepaduli (LE) – https://www.iltamburelloditorrepaduli.it/

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Informazioni aggiuntive

MATERIALE

ULIVO, FAGGIO, FAGGIO COLORATO

DIAMETRO

14 cm, 20 cm, 25 cm, 30 cm, 35 cm, 40 cm